mi sono un pò imputata sui tag
FACEBOOK: APPELLO ALLO SHOWMAN FIORELLO
Dopo che la Fiat ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Temini, operai e semplici cittadini siciliani ricorrono a Facebook per chiedere a Fiorello di interrompere gli spot del Lingotto, in segno di solidarietà per i corregionali minacciati di licenziamento.
Sono già sei i gruppi, per un totale di un migliaio di iscritti. Su uno di essi i componenti sono quasi 500, così come gli appelli che spesso fanno leva sul senso di appartenenza del comico alla sua terra. Si va da «vai Fioreee fatti sentire!», a «i siciliani sono orgogliosi di te! Ora tocca a te farti vedere orgoglioso della Sicilia!». Mentre Gino Cosenza scrive: «Fiorello sono un Lavoratore dello Stabilimento Fiat di Termini Imerese dopo 13 anni che ci lavoro mi stanno licenziando ti prego: interrompi la pubblicità che Fiat ti fa fare. So che è un contratto che hai fatto con la casa torinese ma da buon siciliano pensa a noi 2200 lavoratori, ti vogliamo bene. I lavoratori Fiat di Termini Imerese». Gli appelli si susseguono con enfasi: «Fiore…….dacci una mano per favore …..dillo chiaro e forte che non chiudano la stabilimento Fiat di Termini Imerese…..magari a te ti ascoltano…rifiutati di fare spot Fiat».
Non manca chi ricorre al dialetto («Nun fari u surdu all’appellu de Siciliani»). Mentre alcuni si adoperano affinchè il messaggio arrivi a destinazione, lanciando il passaparola tra i contatti e sulla bacheca del fan club di Fiorello.
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UN TERREMOTO FA TREMARE HAITI
Il 13 gennaio 2010 un terremoto devastante ha colpito Port-au-Prince capitale di Haiti, diventata un cimitero di rovine a perdita d’occhio. Si parla di più di centomila vittime. Devastazione, dolore, proteste, saccheggi e un pericoloso vuoto di potere. I primi soccorritori arrivati sull’isola caraibica si sono trovati di fronte scene agghiaccianti.
A distanza di giorni dalla catasrofe quello che più preoccupa è la salvaguardia della popolazione che ha resistito al violento terremoto. Sono accorsi laggiù tanti volontari impegnati nella missione umanitaria. Non c’è acqua, la gente si disseta nei luoghi più disparati andando incontro a malattie infettive. I cadaveri vengono usati per bloccare le strade. Poi c’è il problema degli atti di sciacallaggio che subito dopo la tragedia hanno iniziato a prendere piede. Ci sono alcuni accampati nelle tende altri che cercano di ricostruire le proprie case. Poi ci sono quelli che tentano la fuga via mare: anche se partire con una barchetta verso il nulla, o se va bene Miami, è una cosa che a Port-au-Prince fanno da ben prima del terremoto. Trovando quasi sempre più morte che fortuna. Oggi intanto a Port-au-Prince è atteso l’ arrivo del capo della Protezione Civile italiana, Guido Bertolaso. L’ incarico affidatogli al premier Silvio Berlusconi è quello di «valutare la situazione sul campo».
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CUORI VICINI E LONTANI
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”
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1989-2009 VENT’ANNI DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO
Per 28 lunghi anni l’epicentro del vecchio continente è stato spezzato a metà da un muro che ha dilaniato menti e cuori. Come tutti sanno sto parlando del “Muro di Berlino”.
Il Muro di Berlino non è stato solo una barriera di cemento di 155 km, ma anche il simbolo della divisione di una città, occupata ad est dai sovietici e nella parte occidentale dagli Alleati.
La caduta del Muro avvenne in un clima eccitato e festoso nella notte tra il 9 e il 10 novembre del 1989, quando una folla di berlinesi aprì i primi varchi,e una moltitudine di abitanti di Berlino Est si riversò nella parte ovest della città, tra abbracci e brindisi. Il mondo seguiva gli eventi con il fiato sospeso in mondovisione e quelle immagini diventarono il simbolo della crisi, e del successivo rapido crollo dei regimi comunisti dell’Est. La caduta del Muro darà poi inizio a un profondo mutamento dello scenario politico, economico e socio-culturale europeo e mondiale.
In memoria di questo grande evento che ha inciso sulla vita di molte persone l’Italia e il mondo si sono preparati a festeggiare.
Roma mette in piedi “Venti di libertà 1989-2009” un ampio programma di incontri e manifestazioni in spazi culturali pubblici e privati, in piazza e nei musei.
Lo stesso fa Milano con una serie di iniziative come mostre spettacoli e performance di arte contemporanea.
Torino organizza una mostra fotografica.
La Biblioteca Nazionale di Napoli espone i giornali che riportarono la notizia, saranno titoli ed articoli a farci rivivere le emozioni di quei momenti.
In mostra oltre trenta trai quotidiani e settimanali che ricostruiscono l’avvenimento e gli eventi che l’avevano preceduto, ma anche commenti ed analisi che evidenziano come ogni singola testata ha scelto di trattare la notizia epocale.
A Berlino precisamente il 5 novembre gli U2 hanno organizzato un concerto gratuito proprio per celebrare il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. L’evento si terrà in contemporanea con gli Mtv Music Awards, in programma quella sera nella capitale tedesca.
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CRITICHE A OBAMA DA MASS-MEDIA E NON SOLO
Barack Hussein Obama ha realizzato, per la prima volta nella storia delle campagne presidenziali statunitensi un modello multimediale, internettiano che ha saputo comunicare con il suo elettorato potenziale in un modo mirato, che si adatta al funzionamento attuale della storia americana.
La campagna elettorale si è svolta per la prima volta nella storia non solo sui media tradizionali, ma in modo articolato anche sui nuovi media. L’utilizzo di nuove tecnologie ha contribuito a conferirgli un’immagine correlata a innovazione e progresso, fattori in linea con il suo programma politico. Il successo della campagna elettorale di Obama, la quale ha contribuito poi alla sua elezione come presidente degli Stati Uniti è stato sicuramente non solo l’uso dei nuovi media ma la loro combinazione con i media tradizionali e soprattutto dal messaggio alla base che è riuscito a coinvolgere e mobilitare l’elettorato.
A circa un anno dalla sua elezione il rapporto con i mass-media si è andato intaccando, diverse critiche sono state mosse all’operato della Casa Bianca. Rupert Murdoch della Fox News si dichiara soddisfatto delle critiche mosse contro il presidente, in quanto come lui stesso ha affermato ciò farebbe impennare gli ascolti. L’amministrazione Obama ha sottolineato Murdoch, è percepita “dal pubblico come contraria al business. Non dico abbiano ragione ma il sentimento prevalente è questo e penso che in ogni caso ciò danneggerà l’economia. Murdoch prevede nel prossimo futuro “un’economia piuttosto stabile non avremo un altro rovinoso crollo ma allo stesso tempo non faremo alcun passo avanti”.
Negli ultimi giorni è stata anche espressa la preoccupazione che dietro le critiche feroci alla riforma sanitaria e ad altri provvedimenti voluti da Obama vi sia un fondo di razzismo. “C’e qualcosa di dissoluto in questo Paese un orrore,un odio diretto contro Obama, primo presidente afroamericano, che toglie il respiro”, ha scritto sul Washington Post l’editorialista Colbert King.
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L’Italia delle emergenze
Dopo lo spaventoso terremoto che ha colpito l’Abruzzo, nel nostro Paese sembra essersi abbattuta la furia della natura.
Pochi giorni fa dopo un violento nubifragio un fiume di fango ha travolto la zona costiera compresa tra Galati e scaletta Zanclea. Ormai sembra quasi che questo spiraglio di morte e distruzione sia destinato ad avere un seguito e non una fine.
Un fattore importante che mi sento di elogiare e sottolineare è il tempestivo e magnifico lavoro svolto dalla macchina dei soccorsi che ha svolto un lavoro eccellente.
Inoltre il popolo italiano ha dimostrato di possedere una grande dote e cioè il suo grande cuore e la sua grande capacità di aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio.
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Obama è premio Nobel per la pace
Barack Obama è premio Nobel per la pace. Il primo presidente degli Stati Uniti afro americano è anche il terzo inquilino della Casa Bianca a ricevere il riconoscimento dopo Theodore Roosevelt e Woodrow Wilson. Lo ha deciso il Comitato del Nobel che ha scelto Obama su oltre 200 candidati, tra i quali c’erano anche degli attivisti per portare i diritti umani in Cina e i difensori della causa del Tibet libero. Il premio sarà consegnato il prossimo 10 dicembre. Sono “i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli” ad aver colpito Oslo, la città dove da oltre 100 anni si consegna il premio Nobel. E’ stata quindi riconosciuta l’importanza del lavoro svolto dal Presidente Usa “per un mondo senza armi nucleari” e per “il nuovo clima creato nelle relazioni internazionali”. Il presidente con la solita umiltà che lo contraddistingue ha accolto la notizia con sorpresa e profonda commozione. Ha poi continuato dicendo: ‘Accetto questo premio, come un incitamento ad agire, un incitamento alle nazioni affinché affrontino le sfide comuni del 21esimo secolo”. Obama ha poi citato alcuni dei punti cardine della sua politica, esempi delle motivazioni del comitato del Nobel: l’opposizione alle armi nucleari e l’impegno contro i cambiamenti climatici. Ma, ancora più importante, il richiamo al dialogo tra popoli, culture, religioni: “Le differenze non possono definire il modo in cui ci guardiamo. Dobbiamo cercare un nuovo inizio tra persone di diversa fede, razza, religione, basato su un mutuo rispetto e un mutuo interesse”. Un esempio di stabilizzazione necessaria resta, per Obama, il conflitto israele-palestinese: “Hanno il diritto di vivere in pace nei loro Stati”. Il presidente ha poi elencato le difficoltà domestiche, dalla crisi economica all’istruzione alla sanità, alle guerre che vedono impegnati migliaia di americani. “Questo premio non riguarda solo gli sforzi della mia amministrazione, ma gli sforzi coraggiosi di tanta gente nel mondo. Per questo va diviso con chiunque nel mondo lotti per la giustizia e la dignità”. I commenti del mondo politico, compreso quello arabo, sono stati i più disparati: chi plaude a questo riconoscimento, chi è titubante pensando che forse è troppo presto, chi ancora dice che Obama non ha fatto nulla per meritarselo. Il premier Silvio Berlusconi ha dichiarato: “È un investimento sul futuro, perché un presidente Nobel per la Pace sarà tenuto a un comportamento assolutamente ecumenico nei confronti di tutti”, mentre Franco Frattini, ministro degli Esteri, ha sottolineato: “Non è una forzatura in nessun modo, ma è solo la testimonianza che la comunità internazionale è tutta accanto a lui per incoraggiarlo ad andare avanti con più forza, proprio contro i suoi detrattori”. Obama, come un vero gran signore, ha già fatto sapere, tramite il suo portavoce Robert Gibbs, che devolverà in beneficienza l’intera somma del premio, ben 10 milioni di corone svedesi , cioè 1,4 milioni di dollari, senza, però, specificare a quale istituzione il denaro sarà consegnato.
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