Barack Hussein Obama ha realizzato, per la prima volta nella storia delle campagne presidenziali statunitensi un modello multimediale, internettiano che ha saputo comunicare con il suo elettorato potenziale in un modo mirato, che si adatta al funzionamento attuale della storia americana.
La campagna elettorale si è svolta per la prima volta nella storia non solo sui media tradizionali, ma in modo articolato anche sui nuovi media. L’utilizzo di nuove tecnologie ha contribuito a conferirgli un’immagine correlata a innovazione e progresso, fattori in linea con il suo programma politico. Il successo della campagna elettorale di Obama, la quale ha contribuito poi alla sua elezione come presidente degli Stati Uniti è stato sicuramente non solo l’uso dei nuovi media ma la loro combinazione con i media tradizionali e soprattutto dal messaggio alla base che è riuscito a coinvolgere e mobilitare l’elettorato.
A circa un anno dalla sua elezione il rapporto con i mass-media si è andato intaccando, diverse critiche sono state mosse all’operato della Casa Bianca. Rupert Murdoch della Fox News si dichiara soddisfatto delle critiche mosse contro il presidente, in quanto come lui stesso ha affermato ciò farebbe impennare gli ascolti. L’amministrazione Obama ha sottolineato Murdoch, è percepita “dal pubblico come contraria al business. Non dico abbiano ragione ma il sentimento prevalente è questo e penso che in ogni caso ciò danneggerà l’economia. Murdoch prevede nel prossimo futuro “un’economia piuttosto stabile non avremo un altro rovinoso crollo ma allo stesso tempo non faremo alcun passo avanti”.
Negli ultimi giorni è stata anche espressa la preoccupazione che dietro le critiche feroci alla riforma sanitaria e ad altri provvedimenti voluti da Obama vi sia un fondo di razzismo. “C’e qualcosa di dissoluto in questo Paese un orrore,un odio diretto contro Obama, primo presidente afroamericano, che toglie il respiro”, ha scritto sul Washington Post l’editorialista Colbert King.